Dis- comunicazione

In un’era in cui non riusciamo mai ad essere in assenza di comunicazione, non che questo sia mai stato facilmente possibile, ma almeno di trovarsi a non essere sommersi di informazioni e comunicazioni di altri esseri umani sicuramente era più facile, molti dei messaggi comunicativi sono di mala e fuorviante comunicazione.

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Un anno dopo… Ricordi dalla prima zona rossa

La memoria è ciò che ci serve nella vita quotidiana e ciò che ci salva e preserva dagli errori già commessi, ed allora, anche se può far male, è bene ricordare.

Un anno fa, il 21 febbraio 2020, Nik ed io nella mattinata eravamo all’ospedale di Casalpusterlengo, la nostra vita sino a quel momento scorreva scandita dal lavoro e dal fatto di recarci fisicamente nei nostri luoghi abituali di lavoro, gli uffici.

Quella mattina, ignari di cosa stava da giorni succedendo in alcune realtà ospedaliere, ma anche tra le mura di case, bar e luoghi pubblici, entrammo in quell’ospedale per effettuare dei controlli di routine ed incontrammo personale tutto agitato, in subbuglio e per la prima volta, sino ad allora, con mascherina, sebbene nessuno di essi arrivasse da sale operatorie o altro.

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Montagna senza sci… si può!!

Il futuro della montagna dipende anche da noi…

Non è chiaro se e quando, ma soprattutto in quale modalità apriranno prossimamente le stazioni sciistiche, tuttavia non dobbiamo pensare alla montagna soltanto come ad impianti di risalita. Infatti, anche in inverno è possibile godere della montagna appieno dedicandosi a camminate, terrking, ciaspolate e gite tra i boschi senza dove mettere ai piedi niente di diverso di quanto usiamo in estate. Ovviamente si intende se siete dei buoni camminatori estivi e siete dotati di scarponi che non lasciano passare acqua e neve.

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Intrusione tecnologica

In questi mesi di pandemia la tecnologia è stata la nostra finestra sul mondo, l’opportunità per mantenere i contatti con chi sta lontano, in altri paesi e con le persone con le quali collaboriamo per motivi di lavoro.

Certo che i metodi per poter restare a contatto con la tecnologia ci sono. Durante le festività e le serate di panemia o quarantena per qualcuno abbiamo potuto mangiare a diretto contatto con conoscenti e famigliari in videochiamata, abbiamo potuto sentirci vicini nonstante la lontananza.

Infatti, GoogleMet, Skype, ed altri che consento di vedersi, parlare e trasmettere anche messaggi istantaneamente.

Questi strumenti in questi ultimi due mesi consentono di lavorare, comunicare e sentirsi vicini, nonostante la distanza. Il telelavoro consente di fare andare avanti le attività economiche, magari non a pieno regime, ma almeno qualche cosa può essere fatto, sicuramente questo progresso porterà parecchi cambiamenti nel breve e nel lungo termine in ogni settore e soprattutto nel modo di vivere e concepire le relazioni interpersonali.

In queste settimane però oltre all’uso della tecnologia è decisamente aumentata la coesione sociale tra i cittadini. Tuttavia, una delle grandissime problematiche legate ad un aumento così potente delle tecnologie porta ad una intrusione nella vita quotidiana degli stessi.

L’intrusione della tecnologia può essere assai deleteria, non soltanto in termini di sicurezza e privacy rispetto ai propri dati personali, accessi a siti particolarmente delicati come banca- posta e servizi amministrativi, ma anche come intrusività nella vita privata. 

Infatti, una delle principali lamentele ed allo stesso tempo il più importante rischio è che la tencologia diventi un tuttuno con noi stessi e non si riesca più a scindere la vita privata da quella lavorativa oppure che tutto quanto fatto, deciso e dichiarato venga postato sui social e in tempi successivi tali parole possono esserci torte contro. 

Insomma, sicuramente la tecnologia ha portanto notevoli benefici in questo difficoltoso periodo di pandemia, e molto probabilmente resterà parte integrante di molte professioni che si stanno evolvendo, ma allo stesso tempo in questi mesi abbiamo assisitito ad un aumento dei livelli di stress in coloro che sono costretti a lavorare da casa e che faticano a scindere la vita professionale e quella lavorativa, essendo entrambe vissute negli stessi spazi e condivise con le stesse persone. 

Come fare dunque per ottimizzare l’utilizzo degli strumenti tecnologici preservandoci dai rischi?!?
Sicuramente in primis dovremmo imparare a gestire il tempo che vogliamo dedicare alla tenoclogia e non lasciare che ci prenda la mano. 

In seconda battuta è bene essere davvero scrupolosi rispetto alle informazioni che scegliamo di condividere in rete, infatti tutto quanto scegliamo di rendere pubblico potrebbe essere utilizzato in nostro sfavore. In genere, il consiglio principale è quello di evitare di lasciare aperti e consultabili a tutti i propri profili personali, ma separare quanto vogliamo dedicare e fare conoscere a tutti rispetto a quanto più riservato scegliamo di condividere soltanto con famigliari ed una ristretta cerchia di conoscenti. 

Infine, per chi si trova per tante ore al giorno al lavoro con la tecnologia è bene ricordarsi di prendersi delle pause e sapere mettere una fine alla giornata che si possa definire tale ed in cui, a patto che non abbiate un contratto di reperibilità, possiate dedicarvi veramente ad altro senza che qualche email, messaggio o telefonata possa riportarvi al mondo del lavoro. 

Il criterio fondamentale per fare della tecnologia uno strumento che tuttavia ci tenga lontani da stress e problematiche è il buon senso nell’utilizzo.

Se lavorate da casa oppure addirittura con i social non dimenticatevi di fare delle pause e possibilmente di immergervi nella natura… niente di meglio di una passeggiata per staccare qualche ora… 

Procrastinare… prendere tempo

Quante volte vi sarà mai capitato di domandarvi il motivo per cui continuate a rimandare le decisioni che dovete prendere?!?

Magari per qualcuno dei lettori di questo articolo ciò accade molto raramente ed io mi schiero con questo gruppo, per altri invece questa potrebbe essere una pratica quotidiana ricorrente che influenza il vostro modo di agire ed avere successo nella vita.

Procrastinare, cioè rimandare il momento in cui si prendono delle decisioni e si sceglie è una caratteristica personale, non appartiene a tutti, ma a molti potremmo dire di sì.

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La notte più lunga dell’anno

Eccoci che in questo anno turbolento è arrivata la notte tanto desiderata ed attesa dai bambini, ma anche la notte più lunga dell’anno…

In questo anno che in molti avranno subito e vissuto in modo difficoltoso e negativo, sottostando ai divieti, le normative ed anche alle restrizioni che hanno limitato le attività di molti… in questo anno che speriamo prestissimo possa volgere al termine è tuttavia arrivata quella notte che qui nel Lodigiano abbiamo sempre considerato magica, oltre che lunga.

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Oltre confine….Stop

In questi mesi abbiamo sicuramente spesso pensato al significato della parola confine…

I confini nazionali, che progressivamente abbiamo saputo essere chiusi in molti stati.

Iconfini regionali spesso invalicabili.

I confini personali che si sono serrati.

In tempi non sospetti covid ci sentivamo autorizzati ad abbracciare i nostri famigliari, amici e conoscenti che incontravamo oppure ritorvavamo dopo molto tempo. In questo frangente invece siamo chiamati a non varcare assolutamente i confini personali dell’altro e a rispettare determinate distanze nella maggior parte delle situazioni.

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Vita da vicini… di casa

In questi mesi le relazioni sociali con persone prossime sono completamente cambiate. La limitazione degli spostamenti e il divieto di transito hanno importo a tutti nuovi confini. Così la mia idea di raccogliere le idee di una formazione psicologia e di un’esperienza lavorativa nel settore dell’amministrazione condominiale mi ha portata a trovare il coraggio ed il tempo per iniziare a scrivere qualche riga, di un testo che spero un giorno possa diffondersi e diventare oggetto di messa in discussione di alcune pratriche amministrative e di vivere in condominio da tempo consolidate.

La vita in condominio è stata per lunga data sotto i miei occhi, infatti ho avuto modo di sentire e vedere vicissitudini di vario genere, di cui vi racconterò nel libro, ma soprattutto ho potuto comprendere quanto sia prezioso il ruolo dell’amministratore, il quale non è un mero contabile…

L’amministratore, infatti, è considerato dalla maggior parte come colui che si occupa degli aspetti puramente finanziari del contesto condominiale, tuttavia, diversamente da ciò il suo ruolo è molto spesso quello di mediatore tra le parti o meglio tra vicini di casa.

L’amministratore dovrebbe essere clui o colei che con dote oratoria si occupa di cercare di appianare conflitti ed ancora meglio di evitare che gli stessi si generino tra vicini di casa. Qualora prendessero fuoco questi legnetti che condividono il tetto egli dovrebbe occuparsi di trovare, in tempi brevi, delle strategie che possano migliorare e favorire le relazioni interpersonali tra vicini di casa.

Insomma, lo stereotipo di condominio che aleggia nel nostro paese non è certo dei migliori, anzi…

Pare proprio che in molti, che hanno sempre vissuto il contesto delle abitazioni individuali, mai e poi mai andrebbero a vivere con altre persone sotto lo stesso tetto di palazzo.

Ebbene, possiamo iniziare a sfatare il mito e se siete curiosi non perdetevi il libro, che la vita di condominio è una vera e propria avventuara, che comuncia nel momento in cui si apre per la prima volta la porta di quel cancello di accesso al palazzo, sotto i riflettori di una qualche anzianaa donna che si cura di osservare, da dietro le tende, tutti i movimenti…

Che dire, non ci sono però soltanto le pettegole come vicine di casa, anzi… molto spesso davvero i vicini di casa diventano un supporto concreto, che consente nei momenti più difficoltosi di trovare una strategia, immediata ed a portata di pianerottolo. Pensate alle famiglie con più figli e magari senza nonni oppure a quegli anziani che vivono soli e possono avere bisogno di qualcuno che giornalmente ricordi loro di prendere le pastiglie… ecco quegli angeli della porta accanto, che in alcuni momenti possono diventare anche i nostri più acerrimi nemici, possono però salvarci da situazioni difficili…

Attendo di sapere quali sono le vostre esperienze di vita in condomini ed a prestissimo con altre novità sul testo che sto piano piano scrivendo…

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