Maturità

Oggi sono inziati gli esami di maturità, per molti ragazzi un mometo, forse non il primo, ma sicuramente quello più noto, di confronto con una commissione valutante non composta da persone note. In quei frangenti le emozioni, sensazioni e lo stress regnano da sempre sovrani…. Continua a leggere “Maturità”

Ristrutturiamo

Vi racconto che cosa sta accadendo in questi giorni nell’appartamento dove traslocheremo a brevissimo e di cui inizierò a raccontarvi scelte di arredo e “pensate” ergonomiche…

L’obiettivo è quello di avere una casa funzionale ed allo stesso tempo di gusto estetico.

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Altro che quarantena

La chiamano quarantena ed intuito vuole che si supponga che di quaranta giorni si tratti… beh noi siamo andati ben oltre.

Quando dico noi racconto la storia di tante famiglie del territorio del Basso Lodigiano e di quella che è stata la prima zona rossa d’Europa, che comprendeva, come noto, ben dieci comuni e circa 50 mila abitanti.

Qui abbiamo ormai passato la soglia di oltre settanta giorni di quarantena, la nostra vita ha cambiato forma ed abitudini.

In queste settimane abbiamo consolidato una nuova routine, nuovi momenti quotidiani, abbiamo ricominciato a svolgere attività che da lungo tempo nemmeno più pensavamo di poter fare…

Tutto sommato questa quarantena, se non fosse per la tragica situazione sanitaria e per lo stato di salute di molte persone, non sarebbe stata nemmeno tanto male.

Dal mio punto di vista posso dire di aver colto gli aspetti positivi della stessa e lo stare in casa, forzato e prolungato, mi hanno davvero riavvicinata ad attività che da lunga data avevo abbandonato. Inoltre, ho avuto tempo e modo per poter contattare amici e conoscenti che non riuscivo a sentire con assiduità.

Non sono mancati nemmeno i momenti no, lo sconforto, la rabbia, la tristezza e l’incertezza. Quest’ultima penso sia tra i fattori che hanno contribuito a rendere difficoltoso, per la maggior parte delle persone, il periodo di quarantena forzata, proprio quello in cui era fatto divieto di uscire di casa se non che per comprovate esigenze e bisogni. faccio parte anche io di questa categoria, molti miei progetti si sono arrestati il 21 febbraio 2020, tra questi un viaggio (ormai saltato), un rogito (che attende di essere fatto e si spera che si possa fare quanto prima), una casa da sistemare, un trasloco da fare, l’avvio di una nuova mansione professionale. Per i primi giorni il tempo mi è parso restare appeso ad un filo, questo almeno per le prime tre settimane. In quei giorni frequentemente ho cercato notizie, informazioni sui siti istituzionali, cercavo risposte. Volevo cercare di comprendere quanto tutto questo, che già mi allertava da quando il Covid- 19 si era diffuso in Cina, potesse impattare sulle nostre vite. Non ho mancato di piangere e farmi prendere dalle emozioni. Nelle prime settimane sono venute meno molte persone conosciute, compaesani, clienti, amici di famiglia… Non è stato facile, soprattutto non abbiamo ancora potuto abbracciare le persone che hanno subito una perdita. Presto siamo fiduciosi di poterlo fare e si tratterà di abbracci lunghi… molto lunghi.

Nelle settimane successive abbiamo attivato tanti piani b. le istituzioni territoriali non hanno mancato di darci notizia di quanto stava accadendo e di quelle che erano e sono le misure che dovevano essere messe in campo da tutta la popolazione, Infatti, voglio credere che non si tratta solo di puro e mero rispetto di leggi e norme, in questa situazione in cui ci siamo trovati siamo chiamati a modificare i nostri comportamenti, ad essere cittadini in modo differente e maggiormente consapevole per il bene nostro e quello altrui.

Nelle settimane successive, così come dai primi giorni della zona rossa, sono stata travolta da un turbinio di attività solidali e di supporto a famiglie e persone sole, che necessitavano di sostegno, aiuto e conforto. Non è stato facile, ci sono stati giorni in cui avrei preferito restare nel mio, non avevo voglia. Eppure trovandomi circondata da dolore, incertezza e sofferenza fisica ed anche psichica ho cercato di fare del mio meglio e con piccoli gesti essere sollievo per chi stava peggio di me. Anche io sono stata male, l’ignoto ha colpito tante persone, tantissime e spesso nemmeno con una sitomatologia che potesse rendere consci di quanto stesse accadendo nel nostro corpo.

In queste recenti settimane e giorni ho trovato ed avuto modo di riflettere, da sola ed anche con alcune persone a me care… Siamo davanti ad una crisi epocale: sanitaria ed economica, ma soprattutto abbiamo davanti una crisi identitaria… Per molte figure professionali è il momento di cambiare, di trovare nuovi modi per poter svolgere la propria attività e per potersi dedicare a quel lavoro tanto amato oppure tanto odiato. Inoltre, non mancheranno fugure professionali e persone che hanno perso il lavoro e che ora dovranno entrare in un nuovo ruolo sociale. Infine, ma soprattutto siamo chiamati ad essere amici, famigliari, educatori, informatici, professionisti di ogni genere, pronti e disponibili a tendere la mano, ad ascoltare. Con questo, ci tengo a sottolineare: non siamo tutti un po’ psicologi e non siamo tutti pronti per svolgere quella professione, per qualcuno sarà necessario ricorrere a specialisti, per altri invece sarà opportuno ritornare alle attività consuete e riprendere i rapporti sociali.

In tutto questo periodo la natura sicuramente ha avuto la meglio, ci ha affascinato. In ogni luogo di Italia sicuramente, non solo nella zona che ho potuto vedere, la natura è fiorita. Come dire, siamo in primavera nulla di nuovo. Eppure penso di non aver mai visto una vegetazione così rigogliosa, così intrusiva e massiva, così abbagliante. In queste settimane, mentre mi trovavo a guidare per strade semi deserte, il verde dei campi della Bassa Padana risultava brillante. Il brillante che non vedevo da anni o che forse non avevo mai visto. Così come l’azzurro del cielo. Un cielo che brilla ed abbaglia e che fa risaltare il verde dei prati.

Insomma, se in questi giorni di quarantena ci fossimo soffermati a guardare la natura, questa ci ha mandato chiari segnali: “umani vi serviva una quarantena per rendervi conto che la vita è ben altro che il corri corri lavorativo che vi fate voi del nord. Trovati altri modi per spostarvi, fate attività fisica ed uscite a piedi oppure in bicicletta, abbiate cura e amore anche per me”…

Insomma, le mie aspettative per il post covid- 19, ciò che sarà ben oltre la fase2, è che l’umano, il compaesano, amico, parente e conoscente si renda conto che queste settimane sono state una lezione di vita. Indipendentemente dagli aspetti economici e sanitari, riconoscendo e condividendo il disagio causato dal distanziamento sociale, dovremmo renderci conto che le azioni di ciascuno possono essere determinanti per sè e per gli altri. Azioni che fino a 70 giorni fa compivamo nella più oscura inconsapevolezza, ora dovremo compire con senno. Sicuramente non abbiamo davanti mesi facili, potranno ripresentarsi momenti di chiusura, nel frattempo tuttavia dovremmo essere consci più che mai di quanto possono essere preziosi e fondamentali per gli altri i nostri comportamenti. Quando parlo di comportamenti consapevoli non solo penso a quelli relativi alla produnza nell’avere contatti, all’utilizzo dei dispositivi di sicurezza ed alle rinuncie, ma credo sarebbe fondamentale soffermarsi a pensare al prezioso contributo che ciascuno di noi può dare agli altri. Infatti, in queste settimane non sono mancate le persone che si sono lasciate andare, non sopportando la distanza, la solitudine, la mancanza di contatti diretti. Forse, molti, fino a qualche tempo fa non pensavano nemmeno a quanto valore possono avere gli sguardi di un famigliare, i sorrisi e le risate di un parente prossimo, il gioire con amici… forse eravamo abituati e non valorizzavamo ciò che avevamo.

In queste settimane riuscire a non lasciare solo nessuno a volte è stato un compito assai difficile.  Ha richiesto di andare oltre, oltre il timore del contagio, oltre il timore di essere positivi, ma sicuramente parole e sguardi donati in queste settimane in situazioni di estrama precarietà, le strette di guanto con medici e personale specialistico o semplicemente gli sguardi pieni di gratitudine donati a coloro che hanno reso disponibili ai malati le loro competenze parlavano da soli. Ci sono sguardi, momenti e sentimenti che non potrò mai dimenticare. Credo fortemente che l’uomo sia un animale sociale e per quanto la tecnologia ed i moderni strumenti possono metterci in contatto con il mondo gli stessi non potranno mai competere con le abilità di noi umani. Strumenti prezioni, sicuramente utili in questa fase nuova e delicata delle nostre vite, ma che non possono in alcun modo competere con la carica emotiva e con la facoltà umana…

Spero preso potremo tornare a relazionarci, ad esserci fisicamente per gli altri… Nessuno deve restare solo, soprattutto nei momenti critici la vicinanza può essere curativa e lenitiva… Impariamo a valorizzare ciò che abbiamo e a quarantena terminata, in quelle che saranno le fasi che verranno valorizziamo il nostro tempo ed investiamo cosciamente, come fossero i minuti risparmi, perchè lo stesso possa essere speso nel migliore dei modi…

Piano b, azione

Buongiorno amici, cari lettori,

sappiamo tutti che ci troviamo in una situazione di cambiamento e riadattamento costante.

Infatti, in queste settimane ci siamo spesso ritrovati a leggere decreti, ad ogni ora del giorno, che ci indicavano cosa fosse possibile fare e che cosa no. Ogni volta dovendo rivedere e ripensare come agire, come gestire situazioni ed in che modo avremmo potuto essere di aiuto ad altri.

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COVID- 19 emergenza, resilienza e cambiamento

In Lombardia stiamo cercando di mettere in campo tutte le forze e misure per cercare di arginare la diffusione del Covid- 19, anche nel resto del paese le regole dovrebbero essere rispettate e ci auguriamo che ciò accada.

La quarantena tuttavia sta iniziando ad essere assai pesante, soprattutto per noi abitanti del Lodigiano, i quali siamo ormai in questa condizione da ben sei settimane. Continua a leggere “COVID- 19 emergenza, resilienza e cambiamento”

Racconti di guerre passate letti in tempi di pandemia

Ai tempi della guerra le persone erano chiamate a rimanere nelle proprie case, al fine di poter preservare le loro vite.

Il romanzo di Vanessa Navicelli, che fa parte della raccolta “La Saga della Serenella” racconta i difficili anni della seconda guerra mondiale tra le colline Piacentine e Pavesi.

In questi giorni, invece, ci troviamo con la pandemia alla porte e con la chiamata a rimanere nelle nostre case.

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Cambio di programma

Buongiorno a chi legge… Buongiorno a tutti coloro che sono in casa ed al personale in corsia…

Le giornate anche qua sono lunghe, ottimizzo riordinando materiale, facendo pulizie e preparandomi al trasloco… ma come molti sanno non potendo fare grandi sforzi è difficile anche pensare a che cosa fare…

Tuttavia, in questi giorni sto dedicandomi alla formazione. Infatti, la fortuna vuole che nella nostra epoca ci sono davvero parecchie piattaforme che permettono di approfondire argomenti di interesse e discutere in merito agli stessi con persone esperte del settore.

Il progetto per questi giorni, pensato ed elaborato mesi e mesi fa, tuttavia, era ben diverso.

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